La Storia

 

Il karate si e' sviluppato ad Okinawa, fra il sedicesimo ed il diciottesimo secolo, come evoluzione di tecniche di autodifesa cinesi; L'esistenza di scuole di karate inizia ad essere documentata dal periodo di Sokon Matsumura (1809?-1899). Matsumura era un Maestro di spada e guardia del re, a Shuri. Imparò il karate durante i suoi viaggi in Cina, si dice anche che fosse allievo di Sugukawa. Sviluppò il kata Passai, modificando una forma cinese. Le scuole, in questo periodo, prendevano nome dalla località in cui si trovavano.Il karate che si faceva allora era molto diverso da quello di oggi. L'allenamento principale, e praticamente l'unico, era la ripetizione senza fine di un ristretto numero di kata; la regola di Asato era: "un kata in tre anni". Si faceva anche molto makiwara. Non c'era allenamento di gruppo, ma il maestro insegnava individualmente ed aveva pochissimi allievi; spesso tecniche ed allenamenti venivano mantenuti segreti. Siamo oggi abituati a vedere forme di kung-fu cinese, con una gran varietà di movimenti, salti, posizioni acrobatiche; i kata di Okinawa erano invece corti, e si poneva l'enfasi sulla potenza estrema di un numero di tecniche molto ridotto. L'esasperazione di singoli movimenti e' una caratteristica principale delle arti marziali di Okinawa e giapponesi, focalizzate su concentrazione ed efficacia estrema. Troviamo le stesse componenti nella scherma giapponese, nel sumo, nel judo. Alcune scuole di spada del tempo di Matsumura praticavano, come principale metodo di allenamento, un esercizio che consisteva nel colpire con forza un albero con un bastone di legno, migliaia di volte al giorno. L'idea era di tagliare in due il nemico con un solo colpo. Questo stesso indirizzo fu portato al karate. Questa e' la differenza essenziale fra arti marziali cinesi e giapponesi. Il karate cambiò quando la scuola pubblica fu introdotta in Okinawa, nel 1880. Nel 1901 Itosu e Yabu riuscirono a far adottare il karate nelle scuole, come insegnamento di educazione fisica. Yabu iniziò ad insegnare nell'istituto magistrale, Hanashiro al liceo. Furono creati i Pin-han, kata fatti di movimenti più semplici, e furono fatti cambiamenti nelle tecniche, per venire incontro alle esigenze della didattica nelle scuole. Furono anche introdotti quegli aspetti formali dell'allenamento cui siamo abituati oggi, come il fatto di eseguire gli stessi movimenti in gruppo, tutti in fila. Nel karate di Itosu la reale applicazione dei movimenti al combattimento e necessità didattiche e di potenziamento del fisico si mescolano, e talvolta si perde il vero significato del movimento. Itosu era un uomo di forza leggendaria, modificando una vecchia forma cinese, oggi perduta, creò i tre kata Naifanchi (tekki), che esprimono proprio forza e stabilità. Funakoshi (1868-1957) imparò il karate da Asato ed Itosu. Era un maestro elementare, e sapeva scrivere ed esprimersi bene, ebbe parte nella prima organizzazione del karate ad Okinawa, quando Funakoshi, Oshiro, Hanashiro, Chibana, Mabuni, ed altri Maestri, iniziarono a ritrovarsi regolarmente in casa di Mabuni, nella città di Shuri. Un secondo club fu poi fondato a Naha da Miyagi, Kyan, Motobu ed altri. Nel 1921 il Principe Imperiale venne in visita ad Okinawa e per lui fu organizzata una dimostrazione di karate, che lo colpì molto. Ci fu quindi un invito a tenere una dimostrazione in Giappone, e fu scelto Funakoshi che fece una dimostrazione a Kyoto, e poi a Tokio, su invito di Kano, il creatore del judo. Durante queste prime dimostrazioni fu introdotto il karategi, copiando l'aspetto di quello del judo. Ad Okinawa non c'era un abito particolare per praticare karate. Funakoshi rimase in Giappone dove iniziò ad insegnare karate presso le università, il primo periodo fu molto difficile, ma poi il karate iniziò ad essere conosciuto e nel 1938 gli allievi di Funakoshi costruirono lo Shotokan, da cui il nome dello stile di Funakoshi. In questo periodo (1924) furono introdotti nel karate i gradi (dan e kiu). Ad Okinawa non si usavano gradi, ma molte attività in Giappone sono organizzate secondo un sistema gerarchico, espresso da gradi, come il judo, il kendo o l'ikebana. Dopo Funakoshi altri maestri di Okinawa vennero vennero in Giappone; Miyagi nel 1029 e 1933 fu a Kyoto, Mabuni aprì la sua scuola ad Okaka nel 1929. In Giappone il karate subì una veloce evoluzione influenzato dallo spirito del Budo ed avvicinandosi ad idee buddiste. Funakoshi cambiò i nomi dei kata; Pinan divenne Heian, che significa "via della pace", Naifanchi divenne Tekki (posizione del cavaliere), anche il modo di scrivere la parola "karate" fu cambiato, gli ideogrammi originali, che significavano "mano cinese" o "tecnica cinese" furono cambiati in modo da potersi leggere "mano vuota", con un richiamo all'idea del "vuoto mentale" della meditazione buddista. I maestri di Okinawa non accettarono senza obiezioni questi cambiamenti. Anche le tecniche e le metodiche di allenamento cambiarono. Konishi ed Otsuka introdussero l'ippon kumite; nel 1927 Miki, Bo ed Hirayama iniziarono a praticare il JiJu-kumite (free fighting), usando abiti protettivi e maskere da kendo. Questi cambiamenti non erano graditi a Funakoshi ed i primi tornei furono organizzati solo dopo la morte del Maestro. Funakoshi si trovò presto impegnato nell'organizzazione ed a spostarsi per il Giappone ad insegnare nelle diverse Università, fu quindi chiamato da Okinawa suo figlio Yoshitaka e Funakoshi lasciò a lui l'insegnamento all'università di Waseda e poi allo Shotokan. Yoshitaka cambiò tutto nello Shotokan, abbassando le posizioni, cambiando tecniche e kata. In questo periodo furono introdotti i calci laterali e circolari (yoko-keri e mawashi-keri) come li eseguiamo facciamo oggi. Yoshitaka pose ancor più l'accento sulla forza ed efficacia delle tecniche e delle posizioni. Sembra potesse rompere una tibia con una parata gedan-barai. Durante la seconda guerra mondiale lo Shotokan fu distrutto ed i praticanti dispersi, Yoshitaka morì nel 1947, a circa 40 anni. Okinawa fu quasi completamente distrutta, molti maestri morirono, ed il karate iniziò a riorganizzarsi ad Okinawa solo negli anni sessanta. In Giappone invece Funakoshi ed i suoi allievi riorganizzarono tutto in pochi anni. Senza Yoshitaka, alcune innovazioni vennero eliminate, ma il karate Shotokan che facciamo oggi e' il karate di Yoshitaka, molto diverso da quello di Gigin Funakoshi; e' il karate di una persona giovane, forte ed impetuoso, non maturato nell'esperienza di una vita di pratica ed allenamento. Dopo la guerra il karate crebbe, differenziandosi in molti stili ed organizzazioni. Anche in Okinawa ci sono oggi decine di scuole diverse. In Giappone tutte le scuole sono raggruppate in un'unica organizzazione governativa Gli stili piu importanti sono: Shotokan, lo stile di Funakoshi; la scuola si e' divisa subito dopo la morte di Funakoshi, nel 1957. Abbiamo ora: la JKA, organizzazioni di club universitari; lo stile Shotokai di Egami (1912-1981). Wado, lo stile di Otsuka, uno dei primi studenti giapponesi di Funakoshi Shito-ryu, fondato da Mabuni Goju-ryu, di Miyagi Uechi-ryu, di Uechi ( 1877-1948 ), di diretta origine cinese. Negli anni sessanta maestri di karate iniziarono a venire in Europa e negli Stai Uniti. Il karate e' ora conosciuto e diffuso in tutto il mondo ed e' ancora in evoluzione, trasformandosi da arte marziale in uno sport moderno.

Stili Il karate è inseparabilmente legato all'arte cinese del combattimento. Tuttavia esistono differenze innegabili tra i due, così come esistono differenze innegabili fra gli stili praticati da alcuni maestri che sono all'origine delle principali scuole di karate oggi conosciute Gichin Funakoshi, è stato il primo, a formare una scuola di karate a Tokyo ma altri maestri, C. Miyagi e K. Mabuni, svilupperanno, dopo G. Funakoshi, la loro scuola nel Giappone centrale. Alla fine della loro vita questi tre maestri avranno avuto – fenomeno del tutto nuovo in rapporto alla tradizione di Okinawa – un numero di allievi considerevole. Esistono a Okinawa numerosi dojo di karate; questi si collocano in due grandi correnti tradizionali: Shorin e Shorei. Le tre scuole Shorin-ryu, Goju-ryu e Uechi-ryu sono considerate come le più importanti. Vi si può ricollegare la scuola Shito-ryu, poiché l'insegnamento di questa scuola è stato elaborato a Okinawa da K. Mabuni, che in seguito si è insediato a Osaka, dove la sua scuola si è sviluppata. Le scuole Shorin-ryu e Goju-ryu sono relativamente ben conosciute al di fuori del Giappone.

Le correnti: Shorin e Shorei Le scuole di karate a Okinawa sono abitualmente collocate in due grandi correnti: Shorin e Shorei. Tuttavia, fino a ora, nessuno ha potuto precisare come e quando queste due correnti o scuole si siano formate a Okinawa, né la loro relazione esatta con le scuole cinesi. Anko Itosu scrive: "Il karate non deriva né dal confucianesimo, né dal buddismo. Esso e stato introdotto molto tempo fa dalla Cina, con le correnti Shorin-ryu e Shorei-ryu... " G. Funakoshi tenta di precisare la distinzione tra queste due correnti: "Nondimeno, se i kata devono essere classificati, si può, in maniera molto generale, distinguere due grandi gruppi: quelli che appartengono allo Shorei-ryu (scuola Shorei) e quelli che appartengono allo Shorin-ryu (scuola Shorin). Il primo mette l'accento sullo sviluppo della forza fisica e della potenza muscolare; e sorprendente per l’impressione di forza che sprigiona. Al contrario, la scuola Shorin è molto leggera, e richiama senz'altro il rapido volo del falco... In verità, è molto impressionante osservare un uomo possentemente costruito eseguire un kata della scuola Shorei, soggiogando l'osservatore con l'impressione della sua forza assoluta. Ma bisogna riconoscere che tende a mancare di velocità. Allo stesso modo, non si può evitare di restare molto impressionati alla vista di un uomo slanciato che, con gesti cosi rapidi quanto quelli di un uccello in volo, esegue un kata della scuola Shorin, con tecniche dalla scintillante vivacità, risultato di un allenamento intensivo. I due stili sviluppano lo spirito e il corpo, e l’uno non e migliore dell'altro. Essi hanno entrambi i loro punti deboli e i loro punti forti, e coloro che vogliono studiare il karate devono riconoscere questi punti e studiarli di conseguenza..." Secondo questa classificazione, la scuola Goju-ryu si ricollega allo Shorei. Le due scuole Shorin-ryu e Matsubayashi-ryu (gli ideogrammi di Matsubayashi possono anche leggersi Shorin), che comprendono diverse diramazioni e si situano in gran parte nella discendenza di Matsumura e di Itosu, fanno parte dello Shorin. La scuola Shito-ryu partecipa di entrambe. La scuola Uechi-ryu è la ripresa di una scuola cinese introdotta a Okinawa da K. Uechi alla fine del secolo XIX. Essa si pone quindi al di fuori di questa classificazione e proviene direttamente da una delle numerose correnti di Shaolin quan del Sud della Cina.Si avanza l'ipotesi che Shorin e Shorei provengano dalla stessa denominazione: "Shaolin". La lingua locale di Okinawa è un dialetto della lingua giapponese in cui le pronunce delle lettere "r" e "l" non sono distinte. Di fatto la parola cinese "Shaolin" è generalmente pronunciata in giapponese "Shorin". E probabile che il termine Shaolin sia stato pronunciato dagli Okinawesi "Shorin" in una certa epoca, e "Shorei" in un'altra. Penso quindi che Shorin e Shorei designino entrambi la "boxe del tempio Shaolin" o Shaolin quan. In effetti il tempio Shaolin risale alla fine del secolo V, e il termine Shaolin quan proviene da questo tempio. Nel corso della storia questo tempio è stato distrutto, e parecchi templi con questo nome sono stati costruiti, poi distrutti e ricostruiti in regioni diverse della Cina, includendo ogni volta le particolarità delle arti di combattimento della zona. Lo Shaolin quan si è diversificato a un punto tale che lo Shaolin quan del Nord e quello del Sud sono completamente diversi. La denominazione Shaolin quando ricopre dunque un numero molto grande di correnti dell'arte del combattimento. Per questo non sarebbe sorprendente che due forme dell'arte del combattimento tanto diversi come quelle descritte da G. Funakoshi siano state introdotte sotto uno stesso nome, "Shaolin", e che gli Okinawesi abbiano captato foneticamente ora "Shorin" ora "Shorei". In tal caso, è normale che non possiamo trovare i nomi delle scuole Shorin e Shorei in Cina. Le radici della diversità delle scuole di karate di Okinawa risalirebbero allora alla diversità delle correnti dello Shaolin quan in Cina.

Il karategi bianco l'origine del kimono bianco da karate (karategi), Questa è pressoché diventato un'uniforme per il karate, risale al 1921. Prima non esisteva un abito fissato convenzionalmente per la pratica del karate. Ci si allenava sia con gli abiti di tutti i giorni, sia a torso nudo, in pantaloni corti o con la biancheria intima. Ricordiamo che il clima di Okinawa e caldo, e soprattutto molto caldo in estate; il problema dell'abito non si poneva quindi nello stesso modo che a Tokyo, dove l'inverno e rigido. Questo kimono bianco, che e diventato progressivamente un indumento abituale e poi l'indumento ufficiale del karate, sarà introdotto a Okinawa come una nuova forma della tradizione. Quanto al kimono del judo (judogi), esso proviene dal jujutsu. La qualità e il colore del vestito variavano secondo le scuole. Di solito ognuno lo confezionava seguendo il modello in uso nel proprio dojo. E a partire dal 1880 circa che il judogi viene progressivamente uniformato. Il colore delle cinture del karate Ecco il seguito della testimonianza di S. Gima: "Quanto alla cintura, pensavo di mettere la mia cintura nera di judo e chiedere in prestito una cintura nera per il maestro Funakoshi a un compagno del pensionato. Allora, il maestro Funakoshi disse: "Non posso mettere la cintura nera di judo, perché non conosco il judo. Sarebbe villano portare la cintura nera di judo davanti a grandi adepti di judo. Si faccia prestare una cintura bianca da uno studente del pensionato". Era estremamente corretto, e rifiutava ciò che non era giusto. Era un educatore. Ma se il maestro Funakoshi metteva una cintura bianca, io non potevo mettere la mia cintura nera. Avevamo perciò bisogno di due cinture bianche. Sfortunatamente non avevamo potuto trovarne due tra i pensionanti, e il momento della dimostrazione si avvicinava. Abbiamo deciso di trovare una buona soluzione giunti al Kodokan. Abbiamo esposto il problema al segretario e ricevuto la risposta dal Maestro Kano: "Mettetevi la cintura che avete". Abbiamo allora preso ciascuno una cintura nera di judo. Ma il Maestro Funakoshi, essendo una persona di onestà scrupolosa, non appena la dimostrazione fu terminata cambio la cintura con quella del suo kimono da città ". Le cinture bianca e nera sono state quindi utilizzate prima nel judo. Questa testimonianza ci lascia supporre che sia a partire dal sistema del judo, che il kimono bianco e le cinture bianca e nera siano state introdotte nel karate. La tenuta di G. Funakoshi e S. Gima nel 1921 sarà ripresa a poco a poco dagli altri, e si fisserà come modello per il karate. Questa espressione implica che il colore della cintura esprima il livello del praticante. Le cinture di colori diversi sono un'invenzione recente. Dopo gli anni Cinquanta i colori si sono moltiplicati dapprima nel judo, poi, con una decina d'anni di ritardo, questo sistema è stato ripreso nel karate. E oggi, il colore delle cinture assume via via più varietà. Tra la nera e la bianca si trovano la gialla, l'arancione, la verde, la blu, la marrone. Inoltre, per marcare bene la posizione di Maestro, si sono fabbricate cinture rosse o bicolori, rosse e bianche. L'idea dell'associazione tra il colore della cintura e il grado si è fissata quando è stata stabilita una forma semplificata di pratica del judo. Prima della formalizzazione del judo si indossava ufficialmente l'hakama (pantalone largo) sopra l'abito da allenamento. Cosi non si vedeva più la cintura, di cui si ignorava il colore. Invece quando J. Kano ha formalizzato l'abito da allenamento con un kimono bianco, un semplice pantalone e una cintura sopra al kimono, il colore della cintura è diventato visibile. Di qui l'idea di distinguere il livello dal colore della cintura. I gradi All'inizio, nel judo, si applicava una divisione in cinque gradi e non in dieci, come al giorno d'oggi. J. Kano ha rilasciato per la prima volta un grado di 1° dan a due suoi allievi, Tsunejiro Tomita e Shiro Saigo, nel 1883. Allora aveva solo 23 anni. Elaboro le varie tecniche di judo esercitandosi quotidianamente con i suoi allievi. La maggior parte delle tecniche di judo sono state formalizzate e denominate, d'altronde, nel corso dell'allenamento con i suoi allievi. J. Kano scrive: "Shiro Saigo era il mio più grande partner, insieme abbiamo trovato ed elaborato le tecniche del judo attuale". Secondo J. Kano il livello di pratica di S. Saigo non era lontano dal suo, ciò che, a rigor di logica, significa che all'epoca, se J. Kano gli ha attribuito il 1° dan, egli stesso non sarà stato più del 2° dan. Ed è con un livello che non andava oltre il 2° dan e all'età di 23 anni che egli ha fondato il judo. Tuttavia il contenuto e la qualità di questo 2° dan non sono gli stessi di oggi. E' così che all'inizio del judo egli non ha avuto bisogno di creare molti gradi. La loro creazione è andata di pari passo con la progressione di J. Kano e dei suoi allievi e con l'espansione del suo gruppo che formava il dojo Kodokan. Nel corso degli anni Venti, J. Kano da questo consiglio a G. Funakoshi: "Deve applicare un sistema di gradi, se desidera dare una diffusione al karate". E' nel 1924 che G. Funakoshi rilascia i suoi primi diplomi di 1° dan a S. Kasuya e S. Gima; per la prima volta, il sistema dei diplomi era applicato nel karate. Gli altri maestri di karate faranno progressivamente lo stesso. All'inizio, come nel caso del judo, è stato applicato un sistema in cinque gradi, poi, molto rapidamente, si passerà a dieci gradi.

Resta un'altra domanda: a partire da che momento si è cominciato a utilizzare il termine dan. Il termine dan era in uso in diverse discipline per esprimere il grado di una persona nelle diverse tappe della pratica della sua arte. Era utilizzato nella scuola Jigen-ryu, di spada giapponese. Era anche in uso nella pratica del gioco del go fin dall'epoca Edo. Si utilizzava generalmente il termine dan per esprimere una progressione in tre gradini: sia shodan, nidan e sandan, sia shodan, chudan e jodan. Tuttavia, nel budo giapponese si utilizzavano generalmente i termini kirigami, mokuroku e menkyo, per designare le tre tappe della progressione. Esistevano però delle eccezioni, e alcune scuole avevano una classificazione di gradi in sei, sette o otto dan. Il Butoku-kai, organizzazione ufficiale che raggruppava tutte le discipline del budo, fissò, nel 1902, le modalità di attribuzione del titolo di maestri nel budo. Questo comporta tre gradini, in ordine crescente: Renshi, Kyoshi e Hanshi. L'esame è organizzato dall'associazione dei maestri di budo di più alto grado del Butoku-kai, la cui sede è a Kyoto. Il Butokukai sarà sciolto dopo la seconda guerra mondiale, e i diplomi cesseranno di essere rilasciati. Gichin Funakoshi (1868-1957) G. Funakoshi nasce a Okinawa nel 1868, primo anno dell'era Meiji, periodo in cui il Giappone passa dal feudalesimo all'era moderna. Gichin Funakoshi comincia a praticare il karate verso l'età di 12 anni sotto la direzione di Anko Asato, uno dei più brillanti discepoli di Sokon Matsumura. G. Funakoshi, compagno di classe del figlio maggiore di Anko Asato, va spesso a giocare da lui, ed è a poco a poco attratto dalla sua arte. Divenuto il discepolo appassionato di A. Asato, continuerà per tutta la vita ad approfondire il karate. Nel 1941, tre anni dopo la costruzione del dojo Shotokan, scoppia la guerra del Pacifico. Nel 1945 il dojo Shotokan, sette anni dopo la sua costruzione, è annientato sotto i bombardamenti americani; Yoshitaka si ammala gravemente. La guerra termina, lasciando il Giappone in un disordine desolante. G. Funakoshi, a 77 anni, lascia Tokyo per raggiungere sua moglie che si era rifugiata a Oita (nel sud del Giappone). G. Funakoshi, ha 80 anni, ritorna a Tokyo. I suoi allievi anziani usciti da università diverse cominciano a raggrupparsi per riformare la scuola Shotokan. Nel 1949 si costituisce la Japan Karate Association (J.K.A.) con alla testa Gichin Funakoshi, dell'età di 81 anni. Gichin Funakoshi muore nel 1957, all'età di 89 anni.